Mini pacemaker
Salute

Mini pacemaker, ecco l’intervento da record in Italia

Un intervento chirurgico che non ha precedenti e che è stato portato a termine per la prima volta sul territorio italiano. Stiamo parlando di un mini pacemaker invisibile che è stato impiantato nel cuore di una ragazzina di soli 14 anni. Un intervento da record che è stato effettuato proprio da un’equipe italiana.

Al giorno d’oggi, i passi in avanti fatti in ambito medico, sotto tanti aspetti sono stati pazzeschi. Merito soprattutto di una tecnologia che viene utilizzata per migliorare l’efficacia e la percentuale di tanti interventi chirurgici. La tecnologia ha provocato una vera e propria rivoluzione anche in altri settori, come ad esempio quello del gioco d’azzardo. Tutti i casino online sono in grado di offrire una grande ampiezza nell’offerta di giochi e di scommesse: ecco spiegato il motivo per cui è facile anche puntare direttamente dal proprio device mobile.

Impiantato un mini pacemaker invisibile a Bergamo

Un impianto di pacemaker a soli 14 anni: mai nessuno in Italia era stato oggetto di un intervento di tale tipo. Il trattamento chirurgico in questione è stato portato a termine da parte dell’equipe di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione cardiaca dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il ragazzino è stato operato per colpa di un asistolia: si tratta di una patologia del tutto particolare, che portava il suo cuore a smettere di battere per pochi secondi, con delle conseguenze chiaramente molto pericolose.

Il ragazzino soffriva di tale disturbo fin dal compimento dei sette anni di età. Invece, grazie a questo importantissimo e complicato intervento chirurgico, potrà finalmente tornare ad affrontare una vita come quella di tutti gli altri. Non ci sarà più lo spettro di subire chissà quali conseguenze negative in qualsiasi momento della sua vita.

I medici hanno provveduto all’impianto nel cuore del ragazzo un device che viene descritto praticamente come invisibile. Infatti, questo dispositivo è grande poco più di due centimetri: quindi, si tratta di circa un decimo rispetto alle dimensioni dei normalissimi pacemaker. Inoltre, pesa solamente due grammi e non ha alcun filo.

Una delle principali caratteristiche di questo pacemaker invisibile, infatti, è quella di avere una batteria che è in grado di garantire, per qualcosa come dieci anni, la diffusione di impulsi elettrici che riescono a svolgere un’attività regolarizzante sul battito cardiaco.

Il problema per il ragazzino, fino a poco prima dell’intervento, è che bastava un minimo di ansia o qualche emoziona più intensa in confronto al solito, che il suo cuore subisse delle conseguenze impensabili, ovvero cessava di battere. Il piccolo subiva un dolore forte al petto e improvvisamente era oggetto di uno svenimento.

L’Ospedale di Bergamo lo aveva in cura già dal 2013

Chiaramente si trattava sempre di uno spavento incredibile anche e soprattutto per i suoi genitori: i secondi che seguivano quei momenti in cui il cuore smetteva di battere erano impossibili da descrivere. Tra l’altro, la situazione veniva resa ancora più grave dall’ansia che potesse succedere di nuovo da un momento all’altro: in alcuni casi passavano addirittura mesi, senza che tale sintomi si manifestassero.

Per questa ragione, il ragazzino era in osservazione dal 2013 presso l’ospedale di Bergamo. Data la sua giovane età, nonché un’irregolarità pericolosissima nell’insorgenza di tale disturbo, i medici avevano inizialmente optato per un loop recorder: si tratta di un piccolissimo registratore automatico, che riesce ad effettuare la registrazione dell’elettrocardiogramma, in ogni momento della giornata e della notte. Grazie a questo device si sono ottenute indicazioni ben precise per diagnosticare il battito cardiaco irregolare e intervenire tempestivamente.

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